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LA VALLE DEL MISCANO

Tra Benevento e Foggia l'Appennino da l'impressione di interrompersi: i massicci calcarei lasciano il posto ad una fascia di terreni argillosi, che addolciscono i rilievi e sembrano quasi descrivere un corridoio naturale tra la pianura campana e il Tavoliere di Puglia. 

Veduta del territorio nella Valle del Miscano

Proprio al centro di questa apertura si trova Macchiacupa, a cavallo tra le valli del Miscano e del Cervaro: corsi d'acqua che vanno in due direzioni opposte, l'uno verso il mar Tirreno e l'altro verso l'Adriatico, come dire l'ovest e l'est, punto di incontro delle culture occidentali ed orientali. Non un caso che le pi antiche tracce della presenza umana della zona risalgano a ben cinquemila anni prima di Cristo. 

La facilit dei collegamenti, la disponibilit di acqua ed altre materie prime unite al clima favorevole hanno da sempre favorito gli insediamenti, tanto che nei dintorni si sono stanziate comunit provenienti dall'una e dall'altra parte del Mediterraneo. Di qui sono passati numerosi popoli, sanniti, dauni, greci, romani, longobardi, bizantini, ciascuno dei quali ha lasciato un'impronta del suo passaggio, alcune ancor oggi "viventi" come le comunit francoprovenzali di Faeto o quelle greco-albanesi di Greci. Qui sono state trovate le pi importanti testimonianze della civilt appenninica, presso la localit della Starza, dove, su di una collina di gesso, sono state rinvenute significative tracce di insediamenti preistorici (un villaggio di capanne risalenti al Neolitico inferiore). Del villaggio sono state trovati i resti di capanne, vasellame, ora conservati nei musei di Ariano

Grazie allo spostamento stagionale delle greggi, si crearono continui contatti con le popolazioni delle regioni costiere pi evolute, dalle quali appresero tecniche di lavorazione dell'argilla e dei metalli. Cos da cacciatori questi popoli si trasformarono in agricoltori semi-nomadi, destinati a dare vita ad una particolare cultura, la prima che pu considerarsi a pieno titolo italica. Sanniti, prima, e Romani, dopo, fecero di questi luoghi un crocevia di primaria importanza. Testimonianza di ci Aequum Tuticum, antica citt romana ma di origini sannite, dove confluivano quattro strade, la pi importante delle quali era la via Traiana, e i cui scavi, oggi, arrivano fin sotto Macchiacupa. Nel corso dei secoli le risorse della zona si sono basate sull'agricoltura e sulla pastorizia. Le strade che noi oggi percorriamo, infatti, ricalcano spesso i "tratturi" (dal latino tractus che significa tirato, trascinato), le antiche vie attraverso le quali si svolgeva la transumanza delle greggi dagli stazzi invernali (o jazzi), ai pascoli estivi sugli altopiani. Quasi un rito quello della transumanza, ripetuto ogni anno, che ha sostenuto e alimentato la cultura italica, con la sua struttura patriarcale e conservatrice gelosa delle proprie tradizioni. 

Per Macchiacupa passa uno dei pi importanti tratturi dell'Italia meridionale, quello che va da Pescasseroli, in Abruzzo, a Candela, nel Tavoliere foggiano, e qui s'incrocia con uno dei suoi bracci principali, il Foggia-Camporeale. L'esperienza del tratturo antichissima e comune agli altri popoli del bacino del Mediterraneo. In Italia sembra risalire al II millennio A.C.; la civilt dei Sanniti era fortemente permeata della transumanza, tanto che i loro santuari sorgevano proprio lungo i tratturi ( un esempio visibile il santuario sannitico ritrovato a Casalbore).

Anche la prima civilt romana strettamente legata alla pastorizia e cos pure i primi cristiani. Non a caso lungo il tratturo sono sorte chiese e conventi, come quella di S.Maria dei Bossi a Casalbore o la cappella di S.Vito a Faeto, solo per citare qualche esempio. Anche le dominazioni successive si sono occupate all'organizzazione della pastorizia e dei tratturi.

Gli Aragonesi dettarono nel 1447 una speciale disciplina, fissarono la larghezza del tratturo, esenzioni fiscali e l'obbligo della transumanza per tutti coloro i quali avessero pi di venti pecore. Sempre con gli Aragonesi furono sistemate numerose taverne ai lati del tratturo. Alcune sono ancora visibile in buone condizioni nei pressi di S.Eleuterio e di Buonalbergo

I prodotti tipici della zona sono essenzialmente legati alla pastorizia e, pi in generale, all'allevamento. Formaggi di pecora, ricotte, latticini sono prodotti a Zungoli, Montecalvo, Faeto, Greci, Savignano e Ariano Irpino. In particolare Faeto ha una rinomata produzione di prosciutti e capicolli, particolari tipi di salumi. Dove ci sono i boschi si trovano le castagne, come a Montaguto, Bovino e Faeto. A Bovino sono ottimi il vino e l'olio; a Buonalbergo ed Ariano Irpino si cucinano le chiocciole, dette ciammarruchielli, mentre Montecalvo, oltre ai salumi, vanta un particolare tipo di pane che ha ricevuto la Denominazione d'Origine Controllata.

 

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