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Adagiata su tre
colli, Ariano è un po' la capitale di questi luoghi, centro di primaria importanza da un punto di vista economico e culturale, vantando ben cinque musei oltre al Centro Europeo di Studi Normanni. |
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Ad Ariano fanno capo agevoli vie di comunicazione ed oggi è una cittadina con tutti i servizi propri di un capoluogo,
come banche, ospedali, scuole… Gli abitanti di Aequum
Tuticum, dopo aver subito distruzioni e saccheggi ad opera dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, cercarono un più sicuro rifugio in una altura più a sud e ne popolarono l'area o "ayrale", in quanto la zona si prestava all'insediamento ed alla difesa, essendo in posizione strategica tra Campania e Puglia. Sembra questa la spiegazione più verosimile del nome "Ariano". Inizialmente fu gastaldato longobardo, poi accolse i Normanni, il cui re, Ruggero, scelse proprio Ariano per emanare la sua prima costituzione, facendo anche battere moneta. Nel 1255 fu assediata e saccheggiata dai Saraceni, mercenari al servizio dello svevo Manfredi, per punirla dell'aver accolto l'esercito inviato contro di lui da Innocenzo IV. Nonostante tutto Ariano rimase fedele agli Angioini, e Carlo I ne restaurò il castello e la dette in contea a Enrico De Vaudemont: poi fu dei Shabran. Nel 1496 fu venduta come ducato ad Alberico Carafa; nel 1522 Carlo V la dette in feudo a Ferrante Gonzaga, poi passò ai Gesualdo, ma nel 1585 si riscattò. Nel 1662 fu nuovamente reintegrata al Demanio. I1 4 settembre 1860 vi fu un moto reazionario. |
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La Cattedrale di Ariano sorge, sui ruderi del tempio di Apollo, divenendo per i suoi ampi spazi esterni, il fulcro della vita cittadina. Costruita intorno alla metà del X sec. a.C. ha subito nel tempo diverse ricostruzioni a seguito di terremoti e saccheggi.
Quello che resta di antico è la facciata , in stile
romanico a capanna,in pietra arenacea verde di
Roseto, |
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fatta
costruire nel 1500 dal vescovo De Hippolitis e
portata a termine dal successore mons.Carafa. I portali, architravati, sono sormontati da nicchie con altorilievi della Vergine Assunta al centro, di S. Ottone a destra, e di S. Eliziario a sinistra. L'interno è a tre navate intonacate di bianco con fasce grigie e terminanti verso il presbiterio a croce latina. Nelle vicinanze si trova anche il museo Diocesano, con oggetti ed arredi sacri provenienti dalla diocesi. Altre testimonianze religiose sono raccolte nel Museo "Arcucci", in via Mancini, con oggetti e documenti delle monache benedettine cassinesi di Ariano.
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Da piazza Plebiscito si può proseguire imboccando verso destra via D'Afflitto, dove s'incontra quasi subito sulla destra Palazzo Forte, dimora gentilizia di origine medioevale, attuale sede del Museo Civico. Il Museo, visitabile tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle 14.00 (escluso la domenica e il lunedì),
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contiene una raccolta di ceramica locale e la collezione Dotoli di terrecotte sannite e ceramiche dell'area meridionale adriatica ed ex voto fittili, nonchè stampe del XV e XVI secolo. La ceramica arianese rappresenta un'antica tradizione: le prime manifestazioni di quest'arte risalgono al 1301. Nel XV secolo veniva esportata fuori dai confini del Regno, e nel '700 erano presenti ad Ariano ben undici fornaci, i cui resti sono ancora visibili nel rione Tranesi. A poca distanza dal museo civico scendendo una breve rampa si arriva al Museo Archeologico, che ha sede nel palazzo Anzani, altra dimora gentilizia del XVII secolo. E' visitabile tutti i giorni feriali,dalle 8.00 alle 14.00. Custodisce i reperti provenienti dall'insediamento preistorico della Starza e da Aequum Tuticum ( nelle vicinanze di Macchiacupa) e da altri siti, come il santuario italico di Macchia Porcara nei pressi di Casalbore. E' inoltre possibile prenotare visite guidate agli scavi. Ritornati in via D'Affitto, che successivamente cambia nome in via Tribunali, si possono osservare altri palazzi gentilizi, come Palazzo De Piano e Palazzo Vitoli, quest'ultimo dalla facciata in stile barocco, sempre del XVII secolo.
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In
una posizione che domina il centro antico di
Ariano Irpino, il Castello , di forma
quadrangolare, è situato sulla sommità del paese
circondato dalla cinta muraria intercalata da
quattro torri ed è stato costruito tra l'XI e il
XII sec. su una preesistente fortificazione
longobarda del IX sec, di cui conserva ancora trecce
nel lato occidentale.
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In epoca normanna, era il mastio con l'abitazione del conte e dei suoi familiari. E' stato distrutto nel 1255 e rifatto nel 1266 per volontà di Carlo d'Angiò, successivamente ampliato nel XV sec. su disposizione di Ferrante d'Aragona. Le tracce visibili oggi risalgono per lo più al periodo aragonese e rispecchiano le caratteristiche dell'architettura di quell'epoca secondo uno schema che evoca il tipo del Castelnuovo di Napoli; successivamente è andato in rovina con il sisma del 1732. Tornando indietro e volgendo le spalle alla Cattedrale, si scende per corso Europa, trovando, in fondo,la Chiesa di San Michele Arcangelo, fondata nel 1082 . All'interno custodisce una sedia vescovile del 1565. Scendendo ancora in via Tranesi,sulla sinistra sorge la Chiesa di San Francesco Saverio con il Conservatorio. Continuando a salire si rientra al centro storico, per alcuni vicoli, lungo i quali sorgono atri palazzi storici e alcuni tratti delle vecchie mura della città.
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Note:
Ariano è importante centro agricolo ed industriale ed è noto per la lavorazione dei derivati del latte, la confezione di dolci e per la produzione di ceramiche, nonché per l'estrazione di una particolare pietra per le costruzioni. La cittadina è stata travagliata da numerosi terremoti, dei quali reca evidenti segni Notevoli sono il fonte battesimale del 1070, l'arco rinascimentale sul battistero, del sec XVI, e il pulpito marmoreo del 1615. Nell'abside, sul frontone del coro ligneo, vi è la tela dell'Assunzione di Maria Vergine al Cielo del 1745. Presso il Vescovato, presso è possibile visitare il Museo degli Argenti, aperto tutti i giorni (tel.0825/871422). In esso è custodito il ricco tesoro della cattedrale fra cui un reliquiario del XIV secolo con le due Sacre Spine della corona di Cristo, donate da Carlo I d'Angiò.
La tradizione vuole che Carlo d'Angiò grato alla città che si era fatta saccheggiare dagli Svevi pur di rimanergli fedele, decise di donare nel 1269 due Spine della corona di Cristo. Da allora le reliquie fanno parte del tesoro della Cattedrale e ogni anno in agosto vengono portate in processione. Viene anche fatta una revocazione storica degli eventi avvenuti, la distruzione della città e la sua ricostruzione con il dono del sovrano al vescovo.
La festa prosegue qualche giorno dopo, con la rievocazione della "Bbuffata de li strazzati", un banchetto offerto dal conte Enrico a tutti i poveri e miserabili che avevano patito il saccheggio dei Saraceni.
Dal castello si può godere di un ampio panorama sui monti Picentini, sul Taburno e sul Partenio. All'ingresso della città, provenendo da Avellino sorge la fontana della Maddalena, del XVII secolo, ubicata lungo la Strada Regia, "gemella", di fontana Tetta, che si trova in direzione opposta verso Foggia. |